Semplicemente una mamma, di Annalisa Sereni

Copertina di 'Semplicemente una mamma'“La vera perfezione non dipende, non deve dipendere, da quello che noi ci aspettiamo da nostro figlio. No. Dipende da quello che nostro figlio è. Da come noi gli permettiamo di essere. Da come noi lo facciamo sbocciare in tutte le sue qualità.”

Queste frasi del libro “Semplicemente una mamma” di Annalisa Sereni, ne condensano a mio parere il significato più profondo. È la storia di una famiglia, nella quale vivono, si intrecciano, crescono, si danno da fare (e quanto si danno da fare!) 6 figli tutti diversi tra loro (come tutti i figli), ma tutti molto, molto uniti e con una stessa impronta di famiglia: una simpatia travolgente. Finché quando arriva Lui, il settimo, che ha la sindrome di Down, per questa eccezionale ed esuberante famiglia una nuova sfida comincia  e, superato il primo naturale momento di dolore e di preoccupazione, tutti arrivano a capire – a vedere – che Lui “è perfetto così com’è. Anche se monellaccio. Anche con la sindrome”. Già, perché la sindrome è una caratteristica in più, ma non è Lui. Anche se a volte è difficile farlo capire a chi sta intorno, guarda, giudica, fa commenti a volte impietosi.

E da questa esperienza per la mamma medico – 3M, moglie, mamma e medico, un sogno infantile realizzatissimo – nascono  tante cose e non solo dentro la famiglia: un blog seguitissimo, un impegno forte per la vita di tutti, anche di chi si pensa che potrà avere una vita infelice (ma perché?), per chi sembra diverso, per chi è malato.

E infine – ma sono sicura, “infine” solo per ora – questo libro: che non è solo la storia di una famiglia, ma anche un insieme di insegnamenti nati da questa ricca esperienza e rivolti a coniugi e a genitori. Il più importante: come i figli nascono dall’amore dei genitori, così anche la loro crescita, l’educazione, la loro sicurezza e la loro allegria provengono direttamente dall’unione e dall’amore dei loro genitori.

E se qualcuno ha dei figli adolescenti che lo fanno diventar matto (ed è il loro mestiere), consiglio la lettura della postfazione, una lettera di una delle figlie adolescenti di Annalisa: vi farà vedere cosa pensano davvero dei loro genitori quegli strani soggetti che a volte possono sembrare un po’ degli UFO.

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