Mary Poppins – un classico da rivedere

Nella lista di cose belle che i bambini hanno la fortuna di poter vedere per la prima volta, i vecchi film di Walt Disney occupano uno dei primi posti. Così almeno la penso io, e sono contenta che il nostro piccolino (appena è stato in grado di reggere una storia un po’ più lunga di Peppa Pig) abbia iniziato ad apprezzare quel capolavoro di Mary Poppins. Opportunamente diviso in spezzoni  da 20 minuti circa (a tre anni vede già abbastanza tv!).

Chi non se la ricorda? È la storia di una baby sitter (nessuno più osa chiamarle bambinaie) ‘praticamente perfetta sotto ogni aspetto’, compreso il fatto di capire quando levare le tende perché i genitori hanno imparato a fare i genitori. E non delegano più a giunoniche donne di servizio il compito di dare una disciplina ai propri figli, perché hanno finalmente trovato un po’ di tempo da dedicare loro.

Cosa insegna Mary Poppins a Jane e Michael (e cosa può insegnare ai nostri figli che la guardano a bocca aperta come merluzzi)? Che con un po’ di buono spirito, anche un compito ingrato come mettere in ordine può diventare semplice, che una risata è capace di alleggerirci la vita, che vale sempre la pena essere generosi, che è bello avere degli amici con cui fare gruppo, anche se sono improbabili spazzacamini che ballano sui tetti. Ma non bisogna giudicare nessuno dalle apparenze, nemmeno una valigia.

Mary Poppins, grazie al suo metro tutto speciale, ha inquadrato il carattere dei suoi due bambini fin dal primo giorno, e ha provato a prenderli dal verso giusto: se non vogliono dormire, finge di assecondarli (tanto poi crollano da soli), se non vogliono prendere la medicina, dice che ha un gusto delizioso (così per curiosità l’assaggiano). Insomma, cerca di non prenderli di petto, ma di parlare una lingua che possano capire. E, ripeto, quand’è il momento giusto sa che devono essere i genitori a riprendere le redini della famiglia. Anche se farsi da parte non è sempre facile. Provate voi a prendere il volo con un ombrello, se siete capaci.

Emanuela Taverna

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Un commento

  • francishello06 luglio 2015 alle 11:52 

    bello

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