Intervista a Federica Pellegrini

È vero che ha paura dell’acqua?
Chi gliel’ha detto?

Suo padre.
È vero. In mare non riesco a nuotare se non vedo il fondo.

Il primo tuffo in piscina?
Da piccolissima. Mia madre mi aveva portato in piscina per vedere l’effetto che faceva su di me.

Risultato?
Da allora, non ho più potuto fare a meno del nuoto.

Le prime gare vere?
Tra i 13 e i 14 anni.

Genitori sportivi?
Entrambi hanno sempre avuto la passione per lo sport. Soprattutto per il nuoto.

Figlia unica?
Ho un fratello di due anni più piccolo. Alessandro.

Il sogno di bambina?
Ho iniziato a sognare quello che sono ora quando frequentavo le elementari e facevo le mie prime gare. E il sogno si è avverato.

Soddisfatta?
Ho sempre cercato di dare il massimo. Ho fatto molti sacrifici nella mia vita per arrivare a questi risultati.

Un bilancio?
Sono serena e soddisfatta perché so che non avrei potuto fare di più.

A chi deve dire grazie?
A tutte le persone che mi sono state vicine e hanno creduto in me, anche quando ho attraversato dei momenti difficili.

Cosa farà “da grande”?
Ogni tanto ci penso e quasi sempre non ho la risposta.

Un desiderio?
Creare una famiglia sul modello dei miei genitori.

Si sente una privilegiata?
In un certo senso sì, perché sono riuscita a fare della mia passione il mio mestiere e la mia vita. Non tutti ci riescono.

Sa di essere un “esempio” per milioni di giovani?
Mi sento di rappresentare una piccola fetta dell’Italia di oggi, di quei giovani che si impegnano e riescono con caparbietà a raggiungere i loro obiettivi.

Le pesa?
I miei fan sanno che sono una ragazza normale come loro, con i miei punti di forza ma anche con le mie fragilità.

Li sente vicini?
Il loro affetto mi dà la forza di migliorarmi. Cerco sempre di essere una persona corretta. Essere un esempio non è un compito facile.

Rinunce?
Molte. Le serate fino a tardi con le amiche, la discoteca, i viaggi in comitiva d’estate.

Rimpianti?
Non ne ho perché so di avere fatto la mia strada, anche se in alcuni momenti è stata dura.

Non rinuncia però ai tatuaggi?
Mi divertono. Rappresentano dei passaggi della mia vita. Anche affettiva.

Voglia di mollare?
Al mio livello le motivazioni sono superiori. Quando verranno a mancare, dirò basta.

Paure?
Delle storie tremende di cronaca nera che raccontano una società malata. Come quelle delle uccisioni di giovani donne, Sara e Yara. Non vanno dimenticate.

Scaramantica o superstiziosa?
Niente di particolare. Prima delle gare evito di parlare di aspettative e risultati.

Altri riti?
Prima di entrare in vasca, ho un rituale: un colpetto alla testa e due pugni al cuore. Parte tutto da lì.

E quando si sente giù?
Ho l’appoggio dei miei che mi sostengono e mi aiutano a superare i momenti bui.

E poi?
Cerco di trovare la forza dentro di me. La stessa forza d’animo che è cresciuta con gli anni e che credo non mi abbandonerà. Mai.

È credente?
Credo in Dio, certo.

Prega?
Ho le mie personalissime preghiere. Le ripeto ogni volta che sento l’esigenza di riflettere e stare più in contatto con la mia anima.

Crede negli angeli?
Gli angeli sono quelle persone che per qualche motivo sono state chiamate a “vegliare su di noi” e a starci vicino più degli altri.

Lei sta vicino agli altri?
Sono impegnata nel sociale da anni con Admo e con Telethon. Ho anche una regola.

Quale?
Ogni anno cedo gratuitamente l’immagine per una campagna sociale.

Un bel gesto.
Non è ancora molto. Lo so. Ma è già qualcosa.

Ruolo della famiglia?
Fondamentale. Per me è tutto. Sono la persona che sono ora grazie ai miei genitori.

Insegnamenti fondamentali?
Lealtà e coraggio.

Crede nell’amicizia?
Assolutamente sì. Quando riconosciamo in qualche modo la vera amicizia si deve fare in modo di coltivarla con pazienza e volontà.

Nell’amore?
Sì e lo dimostra il mio amore per il nuoto.

Un po’ più personalizzato?
L’amore per me é la cura e l’attenzione che metti nelle cose che fai e quelle che hai nei confronti delle persone a cui tieni.

E nel matrimonio?
Il matrimonio è il coronamento di un rapporto tra due persone che si amano.

È anche un sacramento per chi crede.
Per questo sono convinta che ci si debba conoscere molto bene prima di fare un passo così importante.

Famiglia e figli?
Certamente. È un desiderio che voglio realizzare sopra ogni altra cosa.

Cosa gli insegnerà?
Quello che mi hanno insegnato i miei genitori.

Sa cucinare?
Quando ho tempo, riesco a preparare degli ottimi piatti anche se semplici.

Semplici come il suo carattere?
Sono caparbia, determinata e amo fare tutto al meglio delle mie possibilità.

Fin da bambina?
Ho avuto un’infanzia molto serena grazie ai miei che sono stati dei genitori modello.

Il giorno più bello?
L’oro all’Olimpiade di Pechino nel 2008 quando suonavano l’Inno di Mameli. Il massimo dell’orgoglio e della soddisfazione.

Quello più brutto?
Quando è morto il mio allenatore Alberto Castagnetti. Era il mio padre spirituale. E’ sempre nei miei pensieri.

L’ultimo pensierino della notte?
Vai forte, Fede. Ti sei preparata al meglio per oggi e puoi vincere ancora una volta.


A cura di: Claudio Pollastri

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