Intervista a Caroline Kennedy

Scusi, ma è vero che non le piacciono le interviste?
Uhm… you know.

Timidezza o riservatezza?
Privacy.

La privacy è fondamentale?
Oh yes.

Risponderà a qualche domanda?
Solo a quelle interessanti.

Sulla sua Fondazione, per esempio?
For example.

Voi ragazzi Kennedy siete tutti impegnati nel sociale?
Ne ha incontrati?

Avevo intervistato i suoi cugini Kerry e Robert III.
Qui a Montecarlo?

A Milano. Ci vengono spesso.
I Know. Loro sono formidabili. Disponibili.

Disponibili a rispondere alle domande dei giornalisti.
A cosa servono?

I giornalisti?
Oh my God, le domande.

Servono a capire meglio il personaggio.
Uhm… non sono un personaggio.

Però ultimamente si concede di più ai media.
Non sulla privacy.

Mi può confermare se il suo film preferito è Casablanca?
Oh my God, ma a chi interessa?

Interessa invece sapere per chi vota.
Per i democratici.

Sempre?
Non sempre.

Non sempre ha votato per i democratici?
Non sempre sono andata a votare.

Da una Kennedy non me lo sarei mai aspettato.
Una Kennedy liberal e newyorkese.

Che però ha frequentato il Convento del Sacro Cuore.
Come tutte.

Come una Kennedy.
È solo un cognome.

Però non ha adottato quello di suo marito Schlossberg?
A Edwin va bene così.

Una Kennedy resta una Kennedy anche da sposata?
Il cognome non garantisce.

Neanche economicamente?
Ok, non ho la preoccupazione di perdere il lavoro.

Che lavoro fa?
Sono scrittrice, editrice e madre.

Ma soprattutto figlia di un Mito.
Oh my God.

Dev’essere impegnativo?
Cosa?

Essere la figlia di un Mito.
Oh my God.

Come si vive in questo ruolo?
Non è un ruolo.

Però tiene vivo il Mito Kennedy con molte iniziative.
Non dovrei?

No, anzi. Ad esempio, il Premio Profiles in Courage.
Prende il nome dall’omonimo libro di mio padre.

Chi premia?
Chi ha dimostrato coraggio.

Un premio di guerra?
Nel 2002 è stato assegnato ai Vigili del fuoco di New York.

C’è poi la Fondazione Kennedy Library.
Raccoglie i documenti storici di famiglia.

Sempre in memoria di suo padre, è Consigliere dell’Istituto della Politica di Harvard.
Mi ci sono laureata, you know.

E poi anche Direttore della Commissione sui Dibattiti Presidenziali e Difensore legale dell’Associazione Nazionale per l’avanzamento delle persone di colore e del Fondo Monetario Educativo.
Mi occupo anche di scuola pubblica.

È vero: Vice Presidente dell’associazione no profit The Fund for Public Schools.
Giorgio Armani ha fatto una donazione.

Un milione di dollari.
Ha dimenticato l’American Ballet Theatre.

Presidente, ovviamente.
Presidente, ma non ovviamente.

A proposito di balletto, è vero che ascolta solo musica degli Anni Settanta e con l’iPod?
No comment.

A proposito invece di Presidente: quattro anni fa disse “Obama like my father”.
Uhm, yes, ne ero convinta.

Lo è ancora?
Gli ideali non cambiano.

Anche se non l’ha sostenuta per certe nomine.
Fa parte della politica.

Ma lei ne era sempre rimasta fuori.
Non si può stare sempre a guardare.

Strada spianata?
Anzi, avrei dovuto lavorare il doppio.

Sua madre cosa avrebbe detto?
Ne sarebbe stata orgogliosa.

Ha dovuto forzare la sua proverbiale riservatezza?
Mi piace condividere le memorie di famiglia con la gente.

Francamente, non sembrerebbe.
Non l’ho mai detto ma l’ho sempre pensato.

Qualcuno pensa che l’aveva fatto per bloccare la serie tv The Kennedys.
L’importante è raccontare la verità.

Non la raccontava?
Ci sono i documenti storici a parlare, you know.

Chi li conservava?
Mia madre. Ci teneva.

E lei?
Me too.

Quei documenti dicono che suo padre e sua madre si erano riavvicinati e parlavano di un futuro insieme, di un altro figlio.
Maybe.

Tre, come lei?
Rose 24 anni, Tatiana 22, John 19.

C’è sempre un John in famiglia?
Mi manca mio fratello.

Anche suo padre?
Soprattutto i suoi ideali.

Quelli cattolici?
Non solo.

Tipo?
Abolire la pena di morte.

Tutto questo è garantito da Obama?
Of course.

Qual è l’identikit del suo Presidente ideale?
You know… uhm… like Obama.

“Like Obama” anche nel fare jogging?
Uhm… it’s my privacy.

Ok, l’identikit ipotetico?
Il mio Presidente ideale deve avere tre qualità.

La prima?
Motivare le persone.

Seconda?
Moralmente inattaccabile.

Terza?
Far sognare gli americani.

Crede ancora che Obama sia il Presidente giusto?
Yes. E non solo per me.

E per chi?
Per una nuova generazione di americani.

Se Obama le chiedesse di rimettersi in gioco?
Non sono una politica, però…

Però ha un cognome che garantisce.
Uhm, intendevo dire che ho molte conoscenze.

Semmai accettasse cosa vorrebbe essere?
Un riferimento per chi crede nei sogni che non muoiono mai.

Qualcosa di meno letterario.
Yes, you know… essere una speranza per tutti gli americani.

Spera che Obama rivinca?
Uhm… you know.

Lo rivoterà?
It’s my privacy

L’ho violata?
Last question, please.

È vero che beve solo thé alla menta?
No comment.


A cura di: Claudio Pollastri

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